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Prosecco contro Prosek: lo scontro in commissione europea

La Commissione europea ha recentemente annunciato di aver ricevuto dodici opposizioni alla richiesta di riconoscimento della menzione tradizionale Prosek, un vino croato che è stato oggetto di accuse di concorrenza sleale nei confronti del Prosecco italiano. Helena Dalli, commissaria Ue all’Uguaglianza, ha reso noto questo fatto durante un dibattito parlamentare promosso dall’eurodeputata Mara Bizzotto (Lega) sul futuro del sistema DOP/IGP alla luce del caso Prosek.

La richiesta di riconoscimento della menzione tradizionale Prosek è stata oggetto di dibattito intenso e controversie sia all’interno della Commissione europea sia tra i vari attori del settore agroalimentare. Questa richiesta, avanzata dalla Croazia, ha sollevato preoccupazioni riguardo la possibile concorrenza sleale nei confronti del Prosecco italiano, un prodotto rinomato e conosciuto a livello internazionale. La questione ha suscitato un acceso dibattito tra gli Stati membri dell’UE e le parti interessate, che hanno espresso preoccupazioni riguardo alla generale protezione delle denominazioni agroalimentari e alla credibilità del sistema europeo di indicazioni geografiche.

Le posizioni in commissione

Secondo la commissaria Dalli, seguendo le regole stabilite, le opposizioni valide saranno inviate alla Croazia per ulteriori osservazioni, e tutte le risposte ricevute saranno comunicate all’Italia. Successivamente, sulla base delle normative dell’Unione Europea e della giurisprudenza della Corte di Giustizia europea, la Commissione prenderà una decisione in merito alla richiesta croata.

Nel frattempo, cresce la pressione da parte italiana affinché Bruxelles non accetti la richiesta proveniente da Zagabria. Rosanna Conte, eurodeputata della Lega, ha sottolineato che consentire forme di concorrenza sleale all’interno del mercato unico europeo è inaccettabile. Ha ribadito che il Prosecco non è solo un patrimonio italiano, ma europeo e mondiale, come confermato dall’Unesco. Conte ha quindi appellato la Commissione affinché eviti di compiere un grave errore e ha chiesto il sostegno di tutte le forze politiche italiane per difendere questo bene condiviso.

In linea con questa posizione, gli europarlamentari Paolo De Castro (Pd) e Herbert Dorfmann (Svp) hanno espresso preoccupazione per il possibile riconoscimento della menzione tradizionale croata Prosek. Hanno sottolineato che questa denominazione potrebbe essere utilizzata per commercializzare un prodotto radicalmente diverso, rischiando di compromettere la credibilità delle denominazioni europee sui mercati interni ed esteri. De Castro e Dorfmann hanno pertanto insistito sulla necessità di proteggere l’autenticità dei prodotti italiani e europei anche a livello globale.

Italian sounding

L’italian sounding è una pratica commerciale che consiste nell’utilizzare nomi, immagini o altri elementi evocativi dell’Italia per promuovere prodotti che in realtà non sono italiani o non hanno legami effettivi con l’Italia. Questa pratica può essere applicata a una vasta gamma di settori, dall’abbigliamento all’alimentare, e può creare confusione tra i consumatori riguardo all’origine e alla qualità dei prodotti.

L’italian sounding danneggia l’immagine e la reputazione dei prodotti italiani autentici e delle loro produzioni, oltre a rappresentare una violazione delle normative sulla denominazione di origine protetta e delle indicazioni geografiche. Altri prodotti alimentari famosi che subiscono questa pratica sono il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma, la Mozzarella di Bufala Campana e Aceto balsamico di Modena.

Prosecco DOC e DOCG

La denominazione Prosecco DOC (Denominazione di Origine Controllata) è stata istituita nel 1969 per regolare la produzione e la commercializzazione del celebre vino Prosecco, originario delle regioni venete e friulane in Italia. Nel corso degli anni, il Prosecco ha guadagnato popolarità sia a livello nazionale che internazionale, diventando uno dei vini spumanti più apprezzati al mondo.

Nel 2009, per rispondere alla crescente domanda e per garantire la qualità e l’autenticità del prodotto, è stata istituita la denominazione Prosecco DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita), che rappresenta il più alto livello di riconoscimento per i vini italiani. La DOCG del Prosecco si applica a specifiche aree di produzione con condizioni geografiche e climatiche ideali per la coltivazione del vitigno Glera, principale varietà utilizzata nella produzione del Prosecco. La denominazione DOCG del Prosecco garantisce che il vino sia prodotto secondo rigorosi standard qualitativi e che sia espressione autentica del territorio di origine, contribuendo così a preservare e valorizzare la tradizione vinicola italiana.

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